Trading Sistematico in tempi di Crisi: che fare? (chiediamolo a...)

Un Trading System è un modello costruito sulla base di dati storici, progettato per funzionare bene in condizioni "normali"... ma che fare quando ci troviamo di fronte a condizioni che raramente abbiamo osservato sui dati storici su cui tale modello è stato costruito?

Per ritrovare una volatilità simile a quella odierna sugli Indici Azionari bisogna andare indietro all'autunno del 2008, ma anche sul Crude Oil, e oggi anche sul Gold stiamo osservando movimenti che poco hanno a che fare con condizioni "normali" di funzionamento di un trading system. Non li amo particolarmente, ma se oggi stai usando stop monetari sui Future su Indici USA, che storicamente sembravano funzionare bene, è probabile che tu oggi debba adeguarli a questa volatilità, per non essere buttato fuori dal trade... ma è solo un esempio.

Possiamo inibire o riattivare ogni strategia con delle logiche di Equity Control oppure utilizzare un criterio di Rotazione che ci indichi quali lasciare attive: ne abbiamo già parlato ultimamente in questi due articoli:

1) Le nostre logiche di equity control e rotazione dei trading system in portafoglio

2) Stacchi tutto sul max drawdown?

ma puoi approfondire meglio questo argomento nel corso online Equity Control e Rotazione delle Strategie in Portafoglio (clicca qui per esaminare il programma in dettaglio).

Oggi vogliamo chiedere a 3 colleghi cone si stanno comportando in questa situazione: sono Stefano Serafini, Marco Vironda Gambin e Luca Ronzan, che mi affiancheranno nel Webinar Live di Giovedì 26 Marzo, dove parleremo proprio di questo.

 

Marco Vironda Gambin

Il lavoro del trader sistematico consiste nell’analizzare i più svariati mercati, studiarne i comportamenti ed in base a questi elaborare delle strategie che cerchino di cavalcare i movimenti degli strumenti sotto esame, sfruttarne un vantaggio, puntando a superare la prova del tempo, dal punto di vista dei rendimenti generati. E per fare questo tipo di studi, legati alla statistica e all’assunto della ciclicità dei mercati, il trader ha a disposizione i più svariati strumenti: software specifici, linguaggi di programmazione, test e backtest, analisi rischio/rendimento, analisi delle correlazioni e dei drawdown.

Pochi principi ma buoni: NO all’ “overfitting” SI’ alla diversificazione. Questi sono due mantra che ci si ripete fino all’ossessione e che poi puntualmente vengono aggirati, con le scuse più raffinate, mente si costruiscono trading system le cui equity line puntano dritte alle stelle…perché, siam mica scemi, possiam mica attaccare roba che fino a ieri, nei backtest, non ha macinato utili neanche fosse una slot machine truccata…

E alla fine, dopo tutti questi onorevoli studi (sempre più complicati al pari della complessità dei tempi in cui viviamo, quasi a cercare delle scuse che ci distraggano dalla triste realtà, ovvero che il mestiere del trader è davvero difficile), finalmente, partiamo con il trading reale, attacchiamo i nostri trading systems.

Armati delle più solide convinzioni, ovvero la ferma credenza nella statistica, nei compiti a casa fatti bene e nel fatto che il trading sistematico sia uno scudo contro le cappelle dell’emotività, andiamo a mercato. Poi però capita, una volta ogni 15-20 anni, che ci si trovi a vivere uno scenario specifico: una situazione che, nonostante sia stata prevista nei test, nonostante gli studi sul passato ci dicano che il nostro portafoglio è in grado di reggere e supere simili eventi, nella realtà speriamo di non vivere mai; la nascondiamo in un angolo buio della nostra mente e non ci pensiamo. E capita, una volta ogni tanto, che questa situazione, il cigno nero, arrivi davvero.

Ed ecco che tutte le nostre credenze si sgretolano: le correlazioni vanno a farsi benedire, la diversificazione non porta grossi vantaggi, l’emotività prende il sopravvento sulla sistematicità. La volatilità dei mercati spazza via, non solo l’autorevolezza dei nostri backtest, ma anche la nostra ragione: questa è una crisi diversa, situazioni così non ci sono mai state prima, finirà il mondo, torneremo al baratto ecc...

Ad aggiungersi a questo coro confuso, arrivano i guru del momento, quelli che invece sanno benissimo come stanno le cose e che suonano un'altra canzone: questo è il momento per comprare, il mondo non finirà, se si perde il treno adesso, si resta a piedi per i prossimi 20 anni e via con le analisi più disparate, i target e gli scenari più fantasiosi, conditi da frasi ad effetto (e di cattivo gusto), tipo “è quando scorre il sangue che si deve comprare”. A coronare il tutto ci pensano i mass media ed i social network, tra titoloni ad effetto e fake news (le teorie cospiratorie, poi, sono le miei preferite…). E in questo vortice di emozioni ed opinioni contrastanti, tra un “Gordon Gekko” dei giardinetti e un “Wolf of Wall Street” di quartiere, tra le criptovalute e i beni rifugio, il povero trader, ma forse sarebbe meglio estendere il discorso a qualunque povero investitore/risparmiatore è sempre più confuso.

A allora che si fa? Staccare tutto o no? Bè, se siete interessati a sentire l’opinione del sottoscritto e di altri colleghi di comprovata esperienza, come Luca Ronzan, Stefano Serafini e Luca Giusti, vi invito a seguire il webinar gratuito che si terrà giovedì 26 marzo, ore 18:30-19:30, proprio su questi argomenti. Si tratta di un progetto organizzato a QTLab volto a diffondere, gratuitamente, un po' di cultura finanziaria in un momento di indubbia difficoltà: per quanto nessuno abbia la sfera di cristallo, sentire l’opinione di professionisti seri ed indipendenti, che operano sui mercati non proprio da ieri e che momenti di forti shock finanziari (e personali) li hanno già dovuti affrontare in prima persona, bè sicuramente male non fa!

 

Luca Ronzan 

Nel trading si commettono molti errori e ogni crisi finanziaria rilevante ci porta sempre alle stesse conclusioni. “Questa crisi e’ diversa dalle altre” si ripete ogni volta e in virtu’ di questo si finisce quasi sempre per fermare tutto o iniziare a commettere errori madornali, quando in realta’ fasi non previste non fanno altro che palesare il rischio troppo elevato che ci si assume confidando troppo nei propri studi e perdendo di vista la reale leva che si sta utilizzando che viene puntualmente mascherata da test illusori e smascherata dal mercato.

Io sono sempre stato dell’idea che una buona strategia non deve ovviamente guadagnare sempre ma deve essere costruita in modo da non trovarsi nella condizione di doverla staccare prima che questa abbia violato i parametri di rischio fissati in partenza. Perche’ noi come traders sistematici ci perdiamo facilmente in un mondo di test che ci fanno smarrire il concetto principale, ovvero che i nostri studi devono essere focalizzati alla gestione del rischio e non dei rendimenti.

La crisi che viviamo oggi e’ realmente diversa dalle altre, perche’ impatta direttamente sulla nostra vita quotidiana oltre che sui nostri conti trading e questo la rende effettivamente molto diversa e piu’ difficile da gestire, perche’ i fattori emotivi entrano in gioco enormemente amplificati. In questo senso la crisi che me la ricorda meglio e’ stata quella che ho vissuto in totale solitudine quando a mia moglie venne diagnosticata la leucemia. In quella occasione a fronte di un Draw Down non particolarmente significativo, staccai tutto in preda all’emotivita’, perche’ un DD assolutamente nella norma mi sembrava pesare enormemente di piu’ in preda alle paure di una situazione che non potevo controllare e gestire e delle sue implicazioni e incertezze sul futuro. Portando come risultato alla perdita di una fase di mercato particolarmente postiva.

Questo e’ un errore che in questa circostanza vorrei non commettere, cercando di mantenere il giusto distacco tra quello che viviamo sui mercati e tra le mura delle nostre prigioni e le naturali preoccupazioni che vanno decisamente oltre il trading.
In occasione del Webinar, parleremo apertamente e senza filtri di come stiamo vivendo questa fase di mercato particolarmente delicata.

 

Stefano Serafini 

Fare il trader sistematico nella sua accezione più ampia vuol dire delegare la propria operatività a una macchina, con delle regole predefinite. In tal senso è bene ricordare che queste regole in quanto tali sono piuttosto rigide e non riescono ad essere flessibili e valutare cambi di scenari ,a meno che l’autore non li abbia inclusi nella propria analisi.

Lo fanno tutti? Diciamo che spesso chi alle prime armi scrive un algoritmo che analizza semplicemente i dati o addirittura delega il compito a un intelligenza artificiale e l’errore più comune è quello di non prevedere l’imprevedibile e analizzare semplicemente i dati per come sono.

Ecco che, invece, il trader più esperto include nei propri algoritmi dei filtri sulla volatilità per evitare di incappare in scenari mai visti... ma ne riparliamo meglio in occasione del webinar di giovedì...

 

...questa erano solo alcune considerazioni in preparazione di quello che vi aspetta nel Webinar di giovedì 26 Marzo: è ancora possibile iscriversi (gratuitamehte) in questa pagina.

 

Questi sono tutti i prossimi appuntamenti con la formazione targata QTLab (clicca qui per il calendario completo):

27 Marzo - Opzioni+Futures

1 e 8 Aprile - FX Trading Systems

4 Aprile - IntraDay Trading Systems

9 Maggio - Trading Automatico

16 Maggio - Trading Meccanico sul VIX

24 Maggio - Short Strangle Advanced

6 Giugno - Spread Trading Systems

...finché resteranno in vigore queste restrizioni, sarà possibile partecipare ad ogni corso collegati a distanza (in Live streaming). L'accesso alla registrazione dell'ultima edizione è immediato, così puoi subito iniziare a lavorarci sopra, in attesa della sessione Live. La rifrequenza è sempre gratuita... così appena avremo tornati alla normalità, potrai seguire ogni corso anche in sala, oppure collegato a distanza da casa come al solito.

E in queste settimane sono ancora attive queste Promozioni (che arrivano a scontare alcuni corsi fino al 50%): se hai messo gli occhi su qualcuno di questi programmi formativi, allora clicca qui