Le Alternative di Gestione della Posizione di uno Short Strangle (OE)

Nel precedente articolo abbiamo visto come mettere a punto un programma scritto in Option Language che implementi la vendita a nudo di uno short strangle settimanale sulla prima scadenza disponibile. In questo articolo, invece, prenderemo in esame le diverse modalità con cui è poi possibile andare a proteggere questa posizione che contempla la vendita a nudo (naked) di opzioni. La piattaforma che utilezzeremo per testare l'efficacia di queste alternative di difesa della posizione, è sempre Option Explorer, mostrando tutti i passaggi per replicare le nostre analisi (così da consentire, a tutti gli utilizzatori, di poter replicare gli stessi risultati e da qui iniziare ad introdurre varianti e codificare altre idee).

Abbiamo diverse freccie al nostro arco per affrontare questa problematica: possiamo comprare opzioni esterne allo strangle, utilizzare uno dei diversi stop disponibili, o immettere ordini stop sul sottostante per azzerare il delta di portafoglio a scadenza. Ques'ultima tecnica è spiegata in dettaglio nel corso Opzioni+Futures: Short Strangle con Difesa Meccanica.

Cominciamo vedendo come dire alla piattaforma di comprare opzioni esterne allo strangle implementando di fatto un Iron Condor.

 

1. Acquisto di Opzioni OTM (da Short Strangle ad Iron Condor)

Anzi tutto dobbiamo calcolare gli strike delle wing (le opzioni esterne che, partendo da uno strangle, vanno a completare l’iron condor). Anche in questo caso ci sono più di un approccio possibili, noi ne abbiamo visti due: il primo basato su un buffer costante, stabilito a 50 pip, e il secondo basato su un delta inferiore a quello delle gambe interne.

Cominciamo dal primo:

Nel primo riquadro vediamo come calcolare gli strike delle wing utilizzando uno scarto costante sia molto semplice: basta sommare e sottrarre opportunamento tale scarto dagli stike delle gambe interne.

Nel secondo riquadro vediamo come effettivamente comprare le wing, assegnandole allo stesso gruppo delle gambe interne (GroupN). Vediamo ora come utilizzare il delta per raggiungere lo stesso scopo:

Nel primo riquadro vediamo il calcolo degli strike esterni utilizzando come delta 15, che identifica delle opzioni più OtM rispetto a quelle vendute (delta 20).

Vediamo il risultato:

Dal payoff si vede come il risultato è quello atteso, e un limite massimo è stato imposto alla perdita. Su uno Strumento come il Future EUR, ottenere un profilo di rischio limitato con l'impiego di questa tecnica, comporta tuttavia un costo non indifferente che va ad abbattere le performance della strategia fino a produrre un risultato come questo:

Questa tecnica di difesa delle opzioni vendute, produce risultati interessanti se adottata su altri sottostanti (ad esempio l'indice Russel) e seguendo un protocollo di lavoro che porti a lavorare su scadenze più distanti (come spiegato nelle serate dedicate all'operatività meccanica con gli Iron Condor, e che stiamo anche tracciando da più di 4 anni, nel servizio Segnali Operativi).

Vale dunque la pena indagare metodologie alternative di copertura del rischio.

 

2. Stop Loss per strategie con le opzioni

Il secondo metodo di gestione del rischio che possiamo adottare è quello dell’attivazione di uno stop loss, con 3 diverse declinazioni:

a. Stop Loss sulla singola opzione (Ticket)

b. Stop Loss su tutte le opzioni con una stessa etichetta (Label)

c. Stop Loss su tutte le opzioni di un gruppo (Group)

Prendiamoli in esame uno per volta.

a. Stop Loss sulla singola opzione: è uno stop loss il cui profitto di riferimento è quello di un singolo trade. Quando il profitto dell’opzione negoziata va sotto la soglia di perdita indicata il trade viene chiusto autonomamente. Per la sua implementazione è necessaria la comprensione del concetto di ticket: Il ticket è di fatto un ID univoco che identifica ogni singolo trade. Lo troviamo alla prima colonna della Trade List nel Performance Report:

L’unicità del Ticket fa si che la macchina sappia, barra dopo barra, a quale trade applicare quale stop loss. Questo numero, sempre intero, viene restituito dalle funzioni Buy e Sell così che se non ne abbiamo bisogno possiamo semplicemente assegnarlo a una variabile che poi non utilizzeremo (fin’ora abbiamo utilizzato la variabile Bin), altrimenti possiamo assegnarlo a una variabile apposita da richiamare inseguito.

Attraverso la funzione SetStop, è poi possibile settare lo stop loss, facendo attenzione di utilizzarla in modalità Ticket e di passarle gli ID dei trade appena aperti. Nell’esempio assegnamo a entrambe le opzioni dello short strangle uno stop loss indipendente di 200$.

Vediamo come in fase di vendita andiamo a salvarci i Ticket dei due nuovi trade, per poi utilizzarli subito dopo per inserire i due stop loss da 200$. E questo è il risultato che produce sull'equity line della Strategia Short Strangle presentata in questo articolo, l'impiegio di questi stop loss:

 

b. Stop Loss su tutte le opzioni con una stessa etichetta: per illustrare il funzionamento di questo stop loss torniamo sul nostro iron condor discusso precedentemente. Option Language ci permette di assegnare un nome ai diversi trade che vengono aperti dandoci la possibilità di indentificare sub-gruppi di trade all’interno del gruppo contenente l’intera struttura. In un determinato gruppo nel caso dell’iron condor avremo 4 trade. A loro volta questi quattro trade possono essere suddivisi in due sotto gruppi, le Leg interne e le Wing esterne ne sono un esempio. Per fare questo basta assegnare ai trade le rispettive etichette:

Come si vedde tutti e quattro i trade vengono assegnati allo stesso gruppo, GroupN, ma a 2 a 2 vengono dati nomi diversi. Tale procedura ci permette, in seguito, di fare riferimento a questi sotto-gruppi utilizzando la relativa etichetta. Utilizziamo questa possibilità per assegnare uno stop loss ai due sotto gruppi, per fare ciò utiliziamo la modalità “Label” nella funzione SetStop.

E’ importante notare che questa non è una mera scorciatoria per assegnare più stop loss a trade diversi con un unico comando, ma si tratta di un effettivo stop loss di gruppo. La differenza sta nel fatto che il profitto preso a riferimento nel confronto con la soglia di stop non è il profitto di nessuno dei trade cui questo stop loss fa riferimento, ma piuttosto la somma dei profitti di ogni trade con l’etichetta indicata.

c. Stop Loss su tutte le opzioni di un gruppo: questo stop loss funziona in maniera analoga allo stop loss di etichetta facendo però riferimento a tutti i trade assegnati ad un determinato gruppo.
La sua implementazione è semplice:

In questo caso lo stop loss inoltrato fa riferimento alla somma dei profitti di tutti i trade appartenenti al gruppo GroupN.

 

3. Difesa Meccanica con Il Future Sottostante

In molteplici situazioni, come nel caso dello strangle sul Future EUR, l’opzione migliore per limitare il rischio è quella di utilizzare il futures sottostante per neutralizzare la Gamma negatività della strategia agendo direttamente sul Delta della posizione.

Poiché non ci è sembrato prioritario andare a replicare funzionalità già in dotazione con altri software, Option Explorer non è nativamente in grado di implementare una tale copertura. Abbiamo piuttosto optato per una più snella soluzione: integrare OE con Trade Station (oppure Multicharts).

OE è in grado di generare il codice necessario a implementare la copertura in TradeStation (o Multicharts), da inserire poi su un grafico a 30 minuti. Una volta eseguito il calcolo della strategia in TradeStation, sarà sufficiente importarne l’equity nel Performance Report di OE per ottenere il risultato desiderato. Vediamo passo passo come fare quanto detto.

In primis bisogna lanciare la nostra strategia che prevede la vendita di opzioni a nudo per poi andare in Tools -> EL Code for Futures Hedging.

Nel menu che si presenta potete scegliere il nome da dare al file .txt che fornirà il supporto per la comunicazione tra Trade Station e l’Option Explorer. E’ anche possibile decidere se includere nel codice le funzioni necessare alla generazione delle linee relative agli strike da coprire sul grafico di Trade Station.

Una volta cliccato OK si apre il codice che dovete copiare e incollare in una nuova strategia in Trade Station, che poi andrete a lanciare sullo strumento su cui effettuare la copertura, nel nostro caso EC (Euro).

Nella sezione finale del codice andranno abilitate le ultime righe, il cui scopo è il passaggio di informazioni essenziali nella comunicazione con OE.

Nella parte più alta del codice, invece, è possibile utilizzare diversi input per definire in dettaglio il comportamento della copertura. Si può stabilire quale stop loss utilizzare, se sovrapporre l’ingresso della copertura al livello di strike o lasciare una zona di buffer intermedia (delay). E’ inoltre possibile impedire che la copertura venga utilizzata su uno dei due lati, impiegare filtri a scelta, e manipolare le size.

Lanciando la strategia verrà generato un .txt che conterrà le informazioni necessarie a OE per lanciare un’analisi del portafoglio risultante dalla somma dell’operatività in opzioni e della relativa copertura.

Sul grafico in Trade Station visualizzeremo invece i trade della copertura e i livelli delle relative opzioni.

Tornando nel Performance Report di OE, cliccando Tools -> Import Equity Line from TS, è possibile importare l’equity della copertura.

Eccone il risultato:

Questo è il più efficace dei metodi provati fin’ora per limitare il rischio della nostra strategia di vendita di opzioni di opzioni a nudo sul Future EUR, ma potrebbe non esserlo su altri mercati (da qui l'importanza di poter disporre di una piattaforma come Option Explorer per poter effettuare questa analisi e capire, strumento per strumento, quale possa essere la migliore alternativa di costruzione della strategia e di gestione della posizione).

La copertura meccanica è di fatto una strategia breakout a se stante utilizzata in combinazione alla strategia in opzioni, che è invece una strategia che si comporta bene sui mercati con andamento laterale. La correlazione negativa tra le due equity line riportate qui sopra (in rosso la copertira con il contrattio Future e in blu la vebdita a nudo delle Opzioni), è ciò che ci permette di ottenere un risultato più regolare e conttrollare al meglio il rischio. Se vuoi approfondire più in dettaglio questa operatività, puoi dare un'occhiata al programma del corso Opzioni+Futures: Short Strangle con Difesa Meccanica.

...ma in determinati casi sarebbe più conveniente coprire la strategia in opzioni con un sistema più dinamico. Nel caso dello short strangle sullo Standard and Poor’s 500, la copertura meccanica con il Future mostrata sopra, sebbene in grado di limitare il rischio, inficia molto sul risultato finale (degradandolo troppo).

In questi casi un approccio migliore potrebbe essere quello di elaborare una strategia sul futures che soddisfi l'esigenza di protezione delle opzioni vendute, ma che a sua volta sia in grado di generare profitto.

Con Option Explorer è possibile, esportare l’equity di una qualsiasi strategia in TradeStation da combinare poi nel Performance Report con una strategia in opzioni: ecco il risultato della combinazione di un Trading System breakout sul Mini S&P500 Future (ES), insieme alla strategia Short Strangle che abbiamo analizzato sopra.

...niente male!

La combinazione fra strategie meccaniche con le Opzioni e Trading System progettati per controllare il rischio della vendita a nudo di Opzioni, è proprio iil cuore di questa niova giornata di corso: "Short Strangle Avanced: Opzioni+Trading Systems" in programma il prossimo 26 Novembre...

In questo video puoi rivedere la seconda serata Webinar dove abbiamo messo in pratica quanto mostrato in questo articolo:

 

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