L'Open Drawdown: questo sconosciuto...

Nell'esaminare una strategia, l'attenzione è quasi sempre rivolta all'equity prodotta dalle operazioni chiuse, ignorando le differenze rispetto ad un'equity che traccia, invece, cosa è successo durante la vita di ogni operazione... ed il drawdown di un'equity calcolato sulle operazioni aperte, può essere sensiibilmente differente dal drawdown di un'equity che analizza solo le operazioni chiuse.

Prendiamo in esame proprio un'operatività dove è facile cadere in questo tipo di errore: quella basata sulla Vendita di Opzioni. Un venditore di Strangle, ad esempio su Opzioni fronte mese, sa bene che nei primi giorni di vita di questa strategia è molto probabile che andrà a registrare a fine giornata un open loss perchè di solito gran parte del profitto finale di questo tipo di strategia è legato al passaggio del tempo. Difficilmente cadrà nell'errore, osservando l'equity line della strategia, di pensare che quel risultato possa essere stato ottenuto senza vedere fluttuare il proprio account nel corso del mese di vita di ogni singola operazione. Questa consapevolezza qualche volta invece manca al trader con meno espereienza, o che finora ha operato con strategie veloci (intraday o di pochi giorni in posizione) dato che più si accorcia la vita della singola operazione e più le due equity (quella delle operazioni chiuse e quella che invece traccia in dettaglio cosa è successo nella vita di ogni singola operazione) tenderanno ad assomigliarsi.

Questa qui sotto è l'equity di un account su cui stiamo operando con le stesse strategie Short Strangle con cui inviamo i Segnali Operativi: fa riferimento a due mesi, il mese di Marzo (chiuso piatto) e quello di Aprile (chiuso con un discreto guadagno), e contempla non solo le operazioni chiuse nel corso di questi due mesi, ma anche quelle tutt'ora aperte (in sintesi, è il Net Asset Value, o la valorizzazione, dell'account, alla fine di ogni giornata borsistica). Vedendo il bilancio finale di ogni mese (che pubblichiamo nella sezione dedicata a tracciare le performance delle operazioni inviate) non si riesce però a cogliere la dinamica di quanto è successo, giorno dopo giorno, nel corso di ogni mese (ma questa scelta di fare un bilancio mensile di ogni operatività oggetto del servizio Segnali Operativi è dettata da esigenze di "sopravvivenza" del sottoscritto :-) , dato che richiederebbe molto tempo, con tutte le operatività che seguiamo, andare giornalmente a estrapolare per ognuna il bilancio giornaliero, a meno di non averle rigorosamente suddivise in tanti singoli account, uno per ogni operatività).

...questo grafico è preso direttamente dallo statemente del broker e si tratta di appena due mesi di operatività di un account che è stato dedicato soltanto a seguire le operazioni Short Strangle con Opzioni Monthly con difesa meccanica con il future sottostante, e riporta la valorizzazione a fine giornata di questo conto. 

...una fotografia un pò diversa dal vedere semplicemente che Marzo si è chiuso pari ed Aprile con un un dicreto profitto, no?

Molti Hedge Fund riportano NAV trimestrali, altri mensili,ed allo stesso modo questa forma di visualizzazione delle performance fa perdere il dettaglio di ciò che succede su orizzonti più brevi, che sono quelli con cui deve convivere il trader che a fine giornata deve andare a letto con delle posizioni aperte, in portafoglio, che magari stanno "soffrendo" e con cui deve convivere (ed è proprio questa sofferenza che di solito si perde nella rilevazione del profitto o della perdita finale dell'operazione).

Vediamo un diverso esempio, per comprendere ancora meglio di cosa stia parlando: prendiamo lo steso trading system e vediamo le differenze fra due moalità di rappresentazione dei suoi risultati: questa, infatti, è la stessa equity che nella prima versione riporta solo la valorizzazione finale dell'operazione chiusa e nel secondo caso la valorizzazione "in corsa" (giorno per giorno) di ogni operazione...

 

...e se vogliamo scendere sui "freddi" numeri, osservo che il drawdown che avrei registrato solo sulla base delle operazioni chiuse è circa la metà di quello effettivamente registrato a fine giornata, tracciando l'open profit e open loss delle operazioni ancora aperte.

...e portiamo all'estremo questo ragionamento, così da poter "comprendere" meglio come, su certi performance report, sia possiile leggere percentuali di successo del sistema vicine al 90% e vedere equity di operazioni chiuse a 45° e senza la minima imperfezione: eccone una...

...come la si è ottenuta? con un sistema di tipo grid (piuttosto grezzo) che piramida le posizioni e chiude solo quelle in profitto, lasciando aperte quelle in perdita, senza alcuno stop loss... ma la vera "fotografia" di cosa sta succedendo su questo povero account (che ha le ore contate) è quella che vedo nell'equity che riporta in dettaglio la valorizzazione, giorno per giorno, di tutte le posizioni (incluse quelle aperte).

...in sintesi, su questo account si è monetizzato finora un profitto di poco più di 6.000 usd (grafico sopra) a fronte di un open loss (quindi una perdita non ancora realizzata) di circa 10.000 usd... finchè c'è vita (=account) c'è speranza, ma il trading è un'altra cosa... 

Quando qualcuna di queste posizioni aperte, all'interno di sistemi ben più sofisticati di questo "grezzo" che ho riportato qua sopra, ma comunque senza alcuna logica di risk management implementata, non viene recuperata, porta a questo epilogo:

Questi ragionamenti sono solo la punta dell'iceberg rispetto al programma della giornata del 17 Maggio "Trading Systems & Money Management", dove andremo a "toccare con mano", nei codici (aperti) messi a disposizione, dei partecipanti, le principali logiche di position sizing, l'analisi della trade dependency, le logiche di position management (scaling IN e OUT), il controllo del rischio, e la gestione della sincronizzazione fra strategia e account nell'automazione di strategie di trading... il corso è quasi completo, ma si può seguire anche a distanza, collegati da casa propria.

Buon trading!